E’ già in testa a tutte le classifiche italiane e promette di rimanerci a lungo, ma ciò non stupisce quando si tratta di Luciano Ligabue. Arrivederci mostro arriva a scandire i primi vent’anni di carriera del rocker mostrandolo in forma come non mai. L’album si apre con una scarica di energia grazie alle ruvide chitarre di Quando canterai la tua canzone, che mettono subito in chiaro che quando Ligabue fa rock, fa sul serio. I ritmi si placano e lasciano posto a sentimenti più delicati nelle ballate Ci sei sempre stata, che promette di diventare un altro successo intramontabile, e Caro il mio Francesco, dedicata all’amico e musicista Francesco Guccini.

Proprio in questo brano il Liga assume per un attimo i toni del cantautore, anche se per la verità questa sua nuova veste lascia spazio a qualche perplessità, subito spazzata via dal ritorno alla formula vincente del rock grezzo e diretto, come nel singolo Un colpo all’anima, Nel tempo, Atto di fede. A sorpresa una riuscitissima Taca banda rivela arrangiamenti swing mentre affascinano le immagini che si susseguono ne Il peso della valigia, poesia scritta dal rocker anni fa e trasformata in canzone solo ora. Non può passare inosservata neppure Quando mi vieni a prendere? , straziante racconto della tragedia avvenuta in un asilo di Bruxelles, nel quale un ragazzo si introdusse ed uccise una maestra e due bambini, raccontata proprio attraverso gli occhi di un piccolo testimone. Ma su tutti sono i brani più classici a coinvolgere e conquistare, emblematico in questo senso La verità è una scelta, con il suo potente ritornello. Quello che emerge da Arrivederci Mostro è un Ligabue come siamo abituati a conoscerlo, sempre in splendida forma.

Tracklist – Arrivederci, Mostro!

Quando canterai la tua canzone
La linea sottile
Nel tempo
Ci sei sempre stata
La verità è una scelta
Caro il mio Francesco
Atto di fede
Un colpo all’anima
Il peso della valigia
Taca Banda
Quando mi vieni a prendere
Il meglio deve ancora venire