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Admiral Fell Promises è il quarto album dal 2003 dell’alter ego di Mark Kozelek Sun Kil Moon: in queste vesti l’artista propone pezzi interamente cantati e suonati da lui che mantengono l’impronta pacata e malinconica tipica della sua musica. Voce e chitarra bastano per creare un mondo etereo e struggente, ricco di liriche poetiche e con riflessi ironici che spuntano inaspettati qua e là. La registrazione doppia della voce e la delicatezza della chitarra classica pongono immediatamente i brani in una realtà parallela, al di fuori del tempo, delicata ed onirica eppure allo stesso tempo estremamente intensa. La qualità non si perde neppure nei brani più vivaci, con melodie e ritmiche che attingono direttamente alla variegata tradizione del flamenco. Esemplare in questo senso Half Moon Bay, che si snoda dinamicamente su continue variazioni ritmiche. Sam Wong Hotel rivela un delicato contrappunto tra voce e chitarra mentre The Learning Tree e Third And Seneca lasciano maggiore spazio alle poetiche e ricercate liriche di Kozelek. Il mondo di Sun Kil Moon si dispiega alle orecchie degli ascoltatori attraverso piccoli passi, sfumature leggere ma affascinanti. Chi acquisterà il disco attraverso il sito ufficiale dell’artista avrà una sorpresa: un Ep in edizione limitata intitolato I’ll Be There, contenente quattro cover di grandi artisti: Stereolab, Casiotone Fro The Painfully Alone e Jackson 5. Come i lavori precedenti di Sun Kil Moon, Admiral Fell Promises è un disco da gustare lentamente, in silenzio e magari in solitudine, lasciando che si dispieghi in tutta la sua delicata bellezza.
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