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Cosa aspettarsi quando la regina indiscussa della sperimentazione elettronica una delle rock band americane con lo spiccato bisogno di intraprendere sempre nuove direzioni? La risposta è Mount Wittenberg Orca, un disco inclassificabile, o meglio impossibile da ingabbiare in sterili definizioni. L’album contiene sette brani omoegenei, una sorta di lunga suite con variazioni intorno ad un mood, quello epico e sognante che da sempre caratterizza le creazioni della cantante. La voce eterea e cristallina di Bjork fa da protagonista, e data la bellezza e il livello tecnico non potrebbe essere altrimenti, ma anche il tessuto musicale è mirabile, volutamente scarno ed effimero. Insieme Bjork e i Dirty Projectors danno vita ad un sound che, al contrario di quanto ci si sarebbe potuto aspettare, non spinge verso la continua sperimentazione ma si delinea in sfumature effimere, intangibili, come provenienti da mondi lontani. Mount Wittenberg Orca si apre con una On And Ever Onward dai toni eroici, eseguita a cappella, che sembra disegnare nell’aria silenziosi paesaggi collinari immersi nella nebbia, estranei al tempo. Lo sguardo al futuro è accompagnato da quello al passato, come in When The World Comes To An End dal sapore di un vaudeville di altri tempi. Beautiful Mother presenta un giocoso dialogo tra voce e strumenti, ma subito si ritorna a toni più drammatici con la teatrale No Embrace che chiude l’album su toni angoscianti e oscuri. Si arriva alla fine con un senso di non concluso, un po’ per i toni dell’ultimo brano, un po’ per la brevità dell’album, ma soprattutto perché la collaborazione è decisamente riuscita e di questo algido mondo sospeso non ci si stanca facilmente. La speranza è dunque quella di vedere di nuovo Bjork e i Dirty Projectors insieme, magari per un album più lungo.
Ecco la tracklist di Mount Wittenberg Orca
Ocean
On And Ever Onward
When The World Comes To An End
Beautiful Mother
Sharing Orb
No Embrace
All We Are
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