Il loro album di debutto del 2007, Thirst For Romance, ha scalato in pochissimo tempo le classifiche mondiali. A distanza di tre anni il nuovo attesissimo Beneath This Burning Shoreline promette di fare lo stesso. I brani mantengono le caratteristiche che ormai possono essere considerate marchi di fabbrica della band: la contabilità delle melodie, le atmosfere romantiche e un po’ malinconiche, l’attacco sommesso e il successivo crescendo di intensità nel corso del brano. Una formula forse scontata, ma che a quanto pare funziona. Impossibile non fare paragoni con i conterranei Elbow, e forse proprio grazie alla somiglianza i Cherry Ghost hanno raggiunto tanta popolarità in così poco tempo. Il cantato, in particolare, ricorda molto quello della band, ma è proprio negli episodi più personali e distintivi che i Cherry Ghost dimostrano di valere: è il caso di Only A Mother Could e di The Night They Buried Sadie, sorretta da una suadente linea di basso. Rispetto all’album precedente Beneath This Burning Shoreline si distacca leggermente dalla tradizione folk per strizzare l’occhio a tessuti strumentali più complessi e a musiche post-rock. Non per questo i testi passano in secondo piano; al contrario si rivelano più maturi e intimisti, come nella poetica Be My One Hit Wonder. Beneath This Burning Shoreline conferma e supera la qualità del precedente Thirst For Romance, dando prova della validità artistica della band, a tutti gli effetti una promessa della languente scena alternative. Speriamo di sentir presto parlare di nuovo di loro; nell’attesa, godiamoci questo piccolo gioiello.

Tracklist
01. Dormiamo su pietre
02. Un mese di Mornings
03. Conquistata, pt. 1
04. Kissing Strangers
05. Solo una madre
06. La Notte seppellirono Clay Sadie
07. Tradisce il mio Dio
08. Piazza Barberini
09. Conquistata, pt. 2
10. Black Fang
11. Luddista
12. Diamond In The Grind
13. Randagi At The Ice Pond