L’obiettivo è chiaro sin dal titolo: con questo album i Korn vogliono tornare alle proprie origini. Lo fanno in modo meticoloso, tornando a collaborare anche con il produttore del tempo degli esordi Ross Robinson. Tutto, dall’attitudine alla composizione, rimanda a quel periodo. Le tecniche di registrazione ed incisione non fanno eccezione: abbandonate le basi elettroniche della recente svolta industrial la band torna ad incidere tutte le parti strumentali su un’unica traccia. In realtà l’operazione non raggiunge l’effetto desiderato, al contrario finisce per mettere in risalto le differenze ed il momento di crisi compositiva attuale. Il singolo Oildale (Leave Me Alone) suona come già sentito, senza raggiungere le vette del passato e privo di un ritornello “ad effetto” come i vecchi successi Freak On a Leash o Falling Away From Me. La voce è messa sempre in primo piano e si sente la mancanza dei membri storici Brian “Head” Welch alla chitarra e David Silveria alla batteria. Senza i loro riff i brani sono più piatti e monotoni, senza spunti innovativi e senza grande energia, assente perfino nella voce e nei testi di Davis. A chi ama i Korn Remember Who You Are non può essere totalmente indigesto, ma non resta che una pallida ombra della band che dopo aver vagato tra generi diversi sembra non saper più che direzione prendere. Il monito del titolo dell’album non ha avuto l’effetto desiderato, e ai fan non resta che sperare che invece di tentare di rispolverare il passato i Korn ricomincino a guardare al futuro.
tracklist visibile di seguito:
01 – Oildale (Leave Me Alone)
02 – Pop A Pill
03 – Fear Is A Place To Live
04 – Move On
05 – Lead The Parade
06 – Let The Guilt Go
07 – The Past
08 – Never Around
09 – Are You Ready To Live?
10 – Holding All These Lies