Sembrava che la maggiore attenzione per il marketing che per la buona riuscita dei brani avesse decretato la fine di Prince in questi ultimi anni, che con 20ten inaspettatamente risorge dalle proprie ceneri. Non aspettatevi i lampi di genio che sono valsi all’artista il soprannome di Nuovo Duke Ellington, certe vette non si possono raggiungere molte volte nella vita. Aspettatevi però un buon disco ragionato, al passo coi tempi, frutto di uno che senza ombra di dubbio ci sa fare. L’album è ben suonato, ben arrangiato e ben prodotto, ma soprattutto rivela guizzi di innovazione e creatività che sembravano scomparsi e perduti per sempre. Restano saldi i tratti distintivi della musica di Prince: i synth onnipresenti ma variegati e mai pedanti, i riff di chitarra e le ritmiche coinvolgenti che per un attimo proiettano l’ascoltatore nei migliori anni Ottanta, come Lavaux e Walk In Sand. Gli episodi più deboli sono quelli in cui Prince cerca di dimostrarsi al passo coi tempi più di quanto realmente sia, come nell’incerto rap di Sticky Like Glue. Il sound leggermente datato quando si tratta di un artista del calibro di Prince è quasi valore aggiunto, una riprova certa del marchio di fabbrica di una delle figure più importanti del soul degli ultimi decenni. Convincono poco anche le ballate, ma nel complesso il poliedrico artista dimostra ampiamente di poter ancora fare scuola e da 20ten la maggior parte degli artisti attualmente in circolazione ha molto da imparare. E gli ascoltatori, fortunatamente, ancora molto da gustare.

1. Compassion
2. Endlessly Beginning
3. Future Soul Song
4. Sticky Like Glue
5. Lavaux
6. Act Of God
7. Walk In Sand
8. Sea Of Everything
9. Everybody Loves Me
10. Untitled Bonus Track